La verità dei fatti-PSM1999

La verità dei fatti

 

            

1973
Sono nato a Busto Arsizio il 4/7/1973 e fin dalla tenera età fui morbosamente attratto da tutto quello che è tecnica:
– Lego;
– Meccano;
– lavori stradali davanti a cui mi incantavo;
– veicoli, motori, TIR che collezionavo e dei quali conservo ancora gelosamente i modellini;
– tentativi di collegare tutto alla presa 220 V;
– dighe di sabbia costruite dietro casa aspettando i temporali per osservare i flussi d’acqua.

1986
Fu così fino all’adolescenza, quando mio padre diede una svolta alla mia vita regalandomi il primo PC, un fantastico ZX Spectrum!
E da qui inforcai anche la strada dell’informatica, sempre a braccetto con elettronica ed elettrotecnica.
Rispetto ai miei coetanei, che pensavano al computer solo come strumento di gioco (i tempi erano quelli del Commodore 64), mi dilettai nella realizzazione di “programmini”, insieme alla realizzazione dei kit più disparati di Nuova Elettronica.
Tra i miei lavoretti, ricordo un CAD che realizzava un solido partendo dalla proiezione ortogonale. Costruii inoltre una copia della celebre “lampada Pixar”, che saltellava per lo schermo (ovviamente il tutto rapportato alla potenza di calcolo di uno ZX Spectrum!) e usai le funzioni seno/coseno per disegnare un’ellissi inclinata sullo schermo (avevo 13 anni!).

1989
Iniziai la scuola di informatica, l’ITIS di Gazzada, e il PC divenne un MSX2 Philips. Sempre basandomi sullo Z80, del quale mi ero studiato l’assembler, feci cose simpatiche ma abbastanza notevoli, come i primi abbozzi di domotica telecomandando praticamente ogni oggetto presente sulla mia scrivania.
Da qui nacque un’altra passione collegata alle altre due: quella per l’Hi-Fi.
Di pari passo ampliai la mia conoscenza della musica a 360 gradi, passando dal pop al rock, all’heavy metal, virando verso il jazz e la musica classica.
Devo dire che fui spinto dalla ricerca della perfezione. Ai tempi fui attratto dall’“Esoteric Audio”, ma la passione mi caratterizzò sempre in tutti i progetti di maggior spicco.
Quindi, fiere su fiere per arrivare all’impianto della vita: Diffusori Elettrostatici Audiostatic ES100, Amplificatore B&W a Mosfet da 200W su 8 Ohm, Preamplificatore Audio Research e un lettore CD praticamente tutto costruito da me con “soluzioni” al limite della percezione fisica come: basi di marmo per il lettore CD, con piombature per assorbire vibrazioni e risonanze, e filtri complessi sul 220 V per evitare che disturbi AF andassero a perturbare il lavoro del convertitore D/A.
Quel periodo lo ricordo anche per esperimenti simpatici, tipo realizzare 380kV partendo da un triac, un generatore onda quadra, un trasformatore 220-380 V, una bobina di un’auto e tanta paraffina…
Purtroppo, in quegli stessi anni, mi scontrai a causa di idee e convinzioni con il professore di italiano, da cui scaturirono spirali negative tali che riuscii a essere bocciato in quarta superiore in italiano e storia…
E sottolineo negative, perché il risultato ottenuto purtroppo fu che non riuscii a correggere le mie sgrammaticature che infatti porto ancora addosso, ma per di più mi chiusi a riccio astenendomi totalmente dallo studiare quelle materie.
E così arrivò il tempo della maturità, dove scelsi di portare all’esame finale due materie tecniche: elettronica e informatica.
Ed ecco la mia traccia: dato un labirinto costruito da un operatore in modo casuale con dei mattoncini Lego, un robot doveva trovare l’uscita.
Il robot in realtà era un braccio automatizzato, praticamente un pantografo che spostava un perno con 4 microinterruttori di sense per le 4 direzioni e che poteva “viaggiare” all’interno del labirinto.
Un PC (basato su Z80 con un GPIO) lo azionava e il robot doveva trovare l’uscita seguendo da solo la strada corretta. Avevo 19 anni.

1992
Finita la scuola, provai a entrare nel mondo universitario.
Primo incontro di presentazione al Politecnico: un professore, di cui non ricordo il nome, iniziò il discorso dicendo: «Io sarò il vostro professore e sono sicuro che con me vi troverete bene e non avrete problemi acquistando il mio libro, che potrete trovare presso le migliori librerie…».
Lì capii che l’università non era per me. D’altronde l’anima anarchica del tempo, appena forgiata, doveva ancora capire il funzionamento del mondo.
Così presi la specializzazione all’ENAIP di Oleggio in Sistemi a Microprocessore, dove realizzai come prova finale un interfacciamento a un robot di verniciatura ATOS (dal programma pilota in C, alla parte HW di controllo delle valvole pneumatiche).

1993
Primo lavoro in stage dell’ENAIP alla IMIT di Varallo Pombia, dove realizzai un progetto in Turbo Pascal per la gestione di un sistema di controllo. In sintesi, un programma che via RS232 comandava strumenti di misura realizzati da IMIT.
Qui la mia passione per i motori prese vita: mio padre mi cedette una fantastica Alfa33 quadrifoglio… ancora mi sembra di sentire il rumore del motore a carburatori quando premevo il gas!

1994
Secondo lavoro in apprendistato per CD Automation, ditta che realizza termoregolatori per impianti industriali.
Il lavoro partiva dall’assemblaggio fino al collaudo. E qui feci l’esperienza da cablatore, ovvero studiai ed esercitai l’arte di realizzare i cablaggi.
Poi, dato il mio spirito intraprendente, passai a un mix di lavoro d’ufficio, dove realizzavo la manualistica avendo l’esperienza del collaudatore e quindi in piena conoscenza del funzionamento degli apparati.
Nel mio percorso di crescita contribuii alla realizzazione di un nuovo termoregolatore, effettuando tutti i test di dissipazione di potenza, nonché alla realizzazione del carico da 10 kW. Nota tecnica: alla fine, questo era costituito da una semplice serie di resistenze di potenza, ma l’obiettivo nella sua semplicità era quello di creare qualcosa che non desse fuoco alla ditta…

1994
Partii per il servizio militare presso la caserma Pio Spaccamela di Udine. Purtroppo, per un grave problema familiare, fui trasferito alla caserma Ugo Mara di Busto Arsizio.
E qui mi stabilii nella sezione Maggiorità, dove riorganizzai la vita dell’ufficio, facendo in modo, tutto sommato, che l’anno di Naja non andasse perso.

1995
Tornato dal servizio militare, fui ricontattato dalla CD Automation, ma la prospettiva di prendere le redini del mollificio di papà era allettante, così iniziai a studiare e a lavorare come meccanico attrezzista.
Presi dimestichezza con tornio, fresa, trance e i vari macchinari per realizzare molle. Quindi massima precisione, massima concentrazione e idee chiare PRIMA di fare il lavoro, soprattutto perché con la meccanica non si scherza o ci si fa male.

1996
Un’opportunità che dettò una piccola svolta.
La ditta meccanica, per le normative sempre più stringenti, mi avrebbe portato a un forte indebitamento per rilevare l’attività e mettere in sicurezza i macchinari.
In più, la proposta per un impiego da softwarista alla Context System Group risultò troppo allettante e così cambiai strada. Diventata poi E-Level Communication, si occupa di realizzare corsi multimediali di pilotaggio per Agusta, Pilatus e Alenia.
Qui il lavoro fu interessante e gratificante. Partecipavo a corsi da pilota per poi riversare il tutto nel mondo digitale.
Fotografia, realizzazione di audio professionali, meccanica applicata, elettronica e infine informatica. Tutti campi che in concerto servivano alla realizzazione delle lezioni multimediali.
In quel periodo, approfondii anche le conoscenze del mondo sistemistico, realizzando la mia prima server farm aziendale con un server biprocessore Pentium che, ai tempi, era una macchina dai costi inavvicinabili per i comuni mortali. E arrivai a un passo dal certificarmi su sistemi NT4.0. Erano i tempi in cui la rete girava su cavo coassiale, i problemi apparivano come fantasmi in punti casuali della struttura dovuti alle riflessioni o a terminazioni non corrette o a crimpature che degradavano.

1999
Allora mi misi in testa di voler aprire una ditta, la PSM1999, che però non trovò un futuro immediato.
Così, nel tempo libero, iniziai a mettere le basi per la realizzazione di piccoli software tra cui un gestionale per una ditta la cui titolare era una mia cugina acquisita. Il programma è attivo ancora oggi e NESSUNA ditta informatica è riuscita a replicare la plasticità del prodotto.
Quest’anno fu importante anche per l’inizio della storia con la mia compagna di vita.

2001
Ma tornando a noi, purtroppo, tutte le cose belle finiscono e per problemi di salute dovetti cercare un lavoro “meno informatico” che fosse più vicino a casa e soprattutto dovetti dare un taglio alla “vita da terminale”.
Andai all’ospedale per ben due volte e, dopo diversi consulti, i miei problemi furono imputati allo stress e quindi, mio malgrado, fui costretto a cambiare strada. Purtroppo o per fortuna, dopo un anno scoprii che la causa non era lo stress, ma il treno ormai era andato e così un’altra svolta mi aspettava…
... 5 anni come responsabile di produzione per EUROEMME s.r.l. nella realizzazione di schede elettroniche e quadri elettrici.
Nell’ambito della realizzazione di schede elettroniche, mi cimentai anche come operatore per macchinari per montare l’SMD, quindi mi specializzai nella saldatura a forno e onda, nonché come cablatore, e ricordo ancora il quadro elettrico più assurdo che feci: un armadione di 6 metri contenente 48 PLC con 16 schede da 8 ingressi l’una (armadio a uso ferroviario, installato in Stazione Centrale a Milano per interfacciare la sala relè). Fate i conti dei cavi che ho dovuto tirare, cercando di non realizzare la ragnatela del secolo…
Ma la passione per l’informatica continuava a regnare in me e così, per non dimenticare il passato, misi in piedi la struttura informatica aziendale (Active Directory, server di posta, NAS ecc.).
Anche l’Alfa33 decise che era arrivato il tempo di andare in pensione e così rimasi seduto su una piccola Y10 fino al 2004, dove mi venne la “scimmia” e comprai una Hyundai coupé da 170cv e 2700cc benzina.

2005
Ora, il titolare dell’azienda era sicuramente un buon uomo, ma purtroppo con “picchi di feroce pazzia”. Io calmo, mansueto e collaborativo nel rispetto del buon senso, purtroppo, essendo arrivato al limite, diedi le dimissioni di petto.
Qui come una manna arrivò una persona cui sarò eternamente grato e che mi ha fatto rientrare nei giochi come progettista: Gianni Ghiringhelli, Ingegnere con la “I” maiuscola, vecchia scuola, quella dove gli ingegneri erano i Signori Ingegneri e realizzavano le opere che ancora oggi stupiscono.
Quindi, sotto la sua ala, aprii la partita IVA, questa volta finalmente con la MIA PSM1999.
Tra i progetti più interessanti, oltre a chiudere i lavoretti rimasti in sospeso negli anni, feci parte di un team per il debug del kernel di un sistema XSCALE per la verifica del perché non scattasse l’interrupt all’arrivo dei pacchetti da un codec audio collegato su trama E1.

2006
Passò un anno, il lavoro non mancava, anzi, ma purtroppo lavoravo al 99% per EUROEMME e solo qualche piccola commessa arrivava da altri.
Così chiusi la PSM1999 e diventai dipendente di Cablas s.r.l. come progettista, sempre al seguito dell’ingegnere Ghiringhelli.
Iniziò così la mia vita di trasfertista. Lavorai con le Ferrovie dello Stato per un progetto ambizioso: reverse engineering di protocolli dei telecomandi delle sale relè di Ansaldo, Bombardier e Alstom.
Questo lavoro era nato per consentire al progetto “informazioni al pubblico automatizzate” di funzionare carpendo i dati dello stato dell’impianto.
Trasfertista perché le decodifiche e le prove di interfacciamento dovevano essere fatte in loco in tutti i centri direzionali operativi (DCO) ferroviari, quindi da Cuneo a Udine e da Chiasso a Trapani.
Questa vita, anche se le mansioni e i lavori sono cambiati radicalmente, mi accompagna ancora oggi, tant’è che mio padre mi ha soprannominato “l’uomo e la valigia”…

2008
Come ho detto, il proprietario di EUROEMME era un personaggio abbastanza eclettico, ma purtroppo per lui intraprese una strada a fondo cieco con un business improbabile e fallì.
Il risultato fu che io, Ghiringhelli e altre due persone di stima che erano nel giro ferroviario decidemmo di aprire la nostra società e continuare a fare quello che sapevamo fare.
Nacque così la GGH Engineering.
E qui partì il quinquennio più bello della mia vita.
Ero l’ombra dell’ingegnere, tanto che credo di essermi guadagnato una laurea honoris causa. Ho imparato a:
– realizzare sistemi embedded Linux da collocare nei centri di calcolo per la decodifica dei protocolli visti in precedenza;
– progettare C.S.;
– capire le problematiche delle alimentazioni negli impianti ferroviari, e comunque capire il perché delle fulminazioni.
Con il know-how acquisito scrivemmo un articolo su Ingegneria Ferroviaria spiegando la protezione da fulminazione degli apparati mediante separazione elettrica.
E da qui la stesura delle linee guida per la realizzazione degli impianti.
Non contando poi:
– la realizzazione di armadi con cablaggio strutturato e la gestione della produzione di centinaia di pezzi;
– la progettazione per la realizzazione di carpenterie ad hoc negli armadi di cui sopra;
– un piccolo capannone e 15 tra dipendenti e consulenti che lavoravano per noi;
– la realizzazione di un sistema di ascolto ambientale per effettuare la tele-diagnostica sulla corretta emissione degli annunci al pubblico;
– la partecipazione a un team per realizzare un portale in PHP per la gestione di kit medici.

2009
Data importante per il raggiungimento dell’apice della passione per i motori con l’acquisto di una FANTASTICA Nissan 370Z.
La passione poi mi spinse oltre, cioè a capire di più il “cuore” del motore, ovvero i principi di funzionamento della “centralina”.
E così studiai e mi feci una cultura su mappe, anticipo, AFR, OBDII, arrivando a un passo dall’entrare nel mondo agonistico dando supporto al pilota nella categoria Superstock 600 che sponsorizzavamo come GGH Engineering.
Per la Nissan 370Z realizzai un piccolo software di analisi delle performance e per il calcolo delle correzioni delle mappe, molto apprezzato da chi ha avuto la fortuna di poterlo utilizzare (praticamente freeware con licenza e rinnovo annuale attraverso il portale che ora purtroppo ho chiuso per tutti i problemi legati alla legislazione e… pace…).

2013
Arrivò la crisi profonda anche in Ferrovie, spread a 450, Tele Sistemi Ferroviari fu venduta e i pagamenti divennero impossibili…
A malincuore, cedemmo le quote a un socio che volle tenere aperto il solo canale commerciale in attesa di tempi migliori. E praticamente azzerammo le attività della ditta.
Qui entrarono in scena i manager di CITEL s.p.a., nostri vicini di capannone e ai quali devo un particolare ringraziamento.
Fortunatamente i proprietari erano interessati al capannone, al materiale contenuto in esso e a me…
All’inizio fu creata la Ausel s.r.l. di cui ero socio, per consentire una migrazione controllata, ma penso anche per tutela della stessa CITEL.
Poi fui assunto a gennaio 2015.
Qui iniziai a entrare nel mondo della sicurezza fisica, delle centrali d’allarme e dei supervisori (o PSIM, physical security information management).
L’esperienza maturata, in sostanza, mi aiutò su ogni fronte di questo nuovo mondo.
Intanto realizzai per Fantini e Cosmi un firmware in C per una macchina di collaudo per contabilizzatori delle calorie consumate da un impianto di riscaldamento.
Infine, furono concluse le ultime commesse per Ferrovie, tra cui la richiusura ad anello su flusso 2Mbit del telecomando della tratta Pescara-Sulmona e la messa in sicurezza della tratta Domodossola-Iselle per quanto riguardava la fulminazione degli apparati telefonici.
Per CITEL, invece, stravolsi e realizzai la struttura di rete con relativa server farm (basata su ESX3.5).
Studiai i più intimi segreti della centrale d’allarme di CITEL e riuscii a ottenere risultati mai visti prima.
Tra i progetti, la realizzazione di un impianto dove un concorrente avrebbe usato un PLC abbinato a una Centrale d’allarme, e io realizzai il tutto con la sola Centrale CITEL!
Da qui l’idea di evolvere il core del prodotto da “Centrale d’allarme” a “Correlatore di eventi”.

2015
Arrivando al presente, mi sono focalizzato nella gestione a stretto contatto dei clienti più grossi, offrendo sia il supporto tecnico, commerciale (pre-sale) che operativo.
Di spicco la conoscenza di infrastrutture vSphere fino ad arrivare a vCenter 6.0 in cluster con Isilon su reti 10Gb, per le quali ho portato soluzioni innovative nella realizzazione di centri di calcolo di control room per la gestione della sicurezza fisica.
Inoltre la conoscenza approfondita dei prodotti mi permette di fornire soluzioni innovative e complesse in progetti a impatto nazionale.

2018
Con l’avvento degli assistenti vocali, ho voluto iniziare un progetto “casalingo” riprendendo un po’ lo spirito che avevo in gioventù di domotizzare tutto ciò che mi passava tra le mani.
Ovviamente senza rimanere nei binari delle cose scontate, ho iniziato con: luci con Philips Hue e prese telecomandabili Wi-Fi dappertutto, dispositivi Sonoff in quantità e due Assistenti di Google in casa.
Quindi il divertimento nel realizzare logiche complesse con IFTTT, Stringify e tools come Trigger Command. Questo nella mia piccola rete casalinga composta da un firewall di terza generazione basato su pfSense, rete Wi-Fi mesh con tre nodi e impianto video basato su iSpy Connect virtualizzato su un server ESX.

2019
Sto scrivendo la mia storia.